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La cantina Paitin vanta una storia più che centenaria, con origini che si fanno risalire addirittura al 1796, quando Benedetto Elia acquistò una bellissima proprietà da Luigi Pellissero.
L'imbottigliamento del primo barbaresco risale nientemeno che al 1893.
La storia odierna di questa cantina vede impegnati Secondo Pasquero e i suoi due figli Giovanni e Silvano, che nel 1997 hanno anche aperto un'azienda agrituristica.
Dai 17 ettari di proprietà si ricavano delle ottime bottiglie.
Il cavallo vincente della cantina è naturalmente il Barbaresco Sorì Paitin Vigne Vecchie, di colore granata carico e naso in cui si avvertono sentori di frutta rossa, violetta, liquirizia e cacao. In bocca esprime un bel tannino e una struttura
davvero potente, che dona una persistenza impressionante a questo grande vino.
Il Barbaresco base è tutt'altro che semplice, anzi esprime una complessità davvero appagante e intrigante, a partire dal colore con riflessi viola cupo e dai profumi di marasca. Durante le degustazioni è piaciuta anche la Barbera d'Alba Campolive 2001, dall'accattivante sfumatura rosso carminio. in bocca è
fortemente fruttata con una nota di vaniglia, ma grazie alla vena acida risulta gradevole.
Il Langhe Paitin è principalmente frutto di un uvaggio di nebbiolo, barbera e cabernet sauvignon, si fa apprezzare per i profumi ricchi di frutta e pepe arricchiti da una bocca piuttosto potente e traboccante di polpa.
Di ottima fattura è anche il Nebbiolo d'Alba Ca Veja, mentre meritano un bicchiere per la loro correttezza l'Arneis Vigna Elisa, la Barbera d'Alba Serra Boella e il Dolcetto d'Alba Sorì Paitin.
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